Ultimo lavoro editoriale di Salvatore Brigante, cantaurore di Tricase, dal titolo “La quercia e il peccatore”.
Salvatore Brigante
Salvatore Brigante, cantautore salentino di Tricase, ha una personalità poliedrica che si estrinseca in vari campi: poesia, pittura, musica e narrativa.
Il diploma di Perito Agrario conseguito presso l’Istituto Tecnico Agrario di Lecce gli ha consentito di tenere dei corsi presso l’Enaip e presso alcune scuole professionali della Provincia di lecce.
Fin dalla tenera età si è cimentato nell’arte dello scrivere, spaziando dalle favole alle poesie, dai pensieri (perle di saggezza) ai racconti.
Ha pubblicato nel 1997 “Tra pietre, foglie, fiori. Dialogare” raccolta di poesie e nel 1998 “Coniglietto coda d’oro”, favola per bambini.
Ha pubblicato, inoltre, due CD: “Nu stozzu de carta” nel 2002 e “Messer Salentu” nel 2005. La canzone “Giovanni Paparascianni” è stata inserita in una compilation di musichetnia della Casa discografica pugliese “Redland”.
Mi domando spesso perchè vengo definito selvaggio, selvatico, naïf, infantile …Rispetto molto le opinioni altrui, specie quelle dettate da un sano linguaggio, e le accetto; è un onore essere considerato tale e non so se me lo merito. Solo posso dirvi che per essere tale pago prezzi elevati, ma non mi troverei a mio agio nel mondo cosiddetto civile che fa discorsi da grandi troppo seri per essere veri. Sogno un mondo più vero dove tutti gli ammalati vengono curati con amore, dove tutti i piccoli hanno la possibilità di studiare e ricevere una educazione per non metterli in condizioni di sbagliare da grandi perchè nessuno ha insegnato loro il vivere comune; sogno un mondo dove i vecchi, pardon, gli anziani, non vengono buttati in posti squallidi e non dimentichi nessuno che noi saremo gli anziani di domani e nutro la speranza che ci sia personale all'altezza per assolvere a questo delicato compito, più civile, sì, più civile. Scusatemi se chiedo spazio e se vendo le mie produzioni, ma lo faccio per sopravvivere e difendere il mio mondo, quello che mi è rimasto, quello che è sopravissuto all'era moderna degli scempi degli ultimi cinquant'anni.Non mi voglio atteggiare con i miei suoni e con le mie parole a paladino del passato. No!!!!!! Voglio solo difendere quel mondo che è dentro di me, che mi porta lontano ...lontano, che mi fa stare bene e che custodisco e coltivo tutti i giorni rinunciando ad un pò di civiltà.
Salvatore della foresta brigantifera.
Disprezzo
Il mio disprezzo
a quelli che camminano con le mani sul posteriore e non rischiano aspettando che gli
altri facciano luce per poi passare avanti mentre i pappagalli guardano stupiti.
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A quelli che rompono i giocattoli degli altri perché da soli non sanno costruirseli ed a
quelli che lo permettono sapendolo.
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A tutti i caino e i giuda della terra.
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Ai venditori di fumo e ai venditori e compratori di indulgenze.
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A chi abbandona il campo di battaglia per ritornarci dopo a prendersi gli
allori.
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Solo la musica mi faceva ridere, solo la musica mi faceva vivere e gli altri ridevano e
gioivano con me.
Chi ha rotto il mio giocattolo?
- Chi dà senza che gli sia chiesto non deve chiedere mai il conto.
- Chi dà per secondi fini……..il dato non ha valore.
Tricase e il Sud Salento. La bellezza suggestiva della piazza, contornata da chiese e palazzi e dalla campagna circostante, punteggiata dal verde della macchia mediterranea, ricca di profumi, adornata dalle masserie e dalle paiare e ricamata dai muretti a secco, in cui si contrappongono le azioni sordide, meschine, immorali dei “potenti” locali.
In questa realtà si snodano le vicissitudini dello scrittore Rocco Bregnati, uomo dal temperamento deciso, impulsivo e passionale, impegnato nella lotta contro i soprusi perpetrati dai disonesti che non hanno riguardo per i diritti altrui.
Rocco trova conforto colloquiando con un’amica inconsueta: la quercia vallonea pluricentenaria, saggia e serena, come solo i vecchi sanno essere.
Così, in un sublime intreccio di fantasia e realtà, il lettore viene ammaliato dal susseguirsi delle vicende e, nello stesso tempo, si sente sollecitato a riflettere sull’essenzialità della natura, che è madre amorevole e prodiga, se rispettata, ma può trasformarsi in matrigna, se oltraggiata e deturpata.
Salvatore Brigante